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| PRENDIAMO UN CAFFÉ A TORINO? |
01/12/2009 |
| "Turin Tales": un libro celebra i caffé torinesi |
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Che il caffé - inteso come locale - sia una delle caratteristiche distintive della città di Torino è cosa nota. Così come che il centro della capitale subalpina ospita innumerevoli caffé storici, meta degli abitanti del posto così come dei turisti: si pensi a Baratti e Milano a Platti, dal Bicerin a Mulafsano solo per citare i più celebri. Il comune di Torino ha patrocinato, per ricordare e celebrare questa realtà, il progetto "Un caffé a Torino", nel cui ambito è stata portata a termine la realizzazione di un gradevolissimo prodotto editoriale, "Turin tales. Un caffé a Torino", curato da Gianluca Polastri e Cristina Tessore ed edito dalla biellese Lineadaria editrice. Il volume si compone di una serie di racconti, articolati sul tema centrale della città di Torino e dei suoi bar, pur nella totale diversità di stile, che va dal noir alla Poe di Alessandro Pola ("Carezze"), al "neorealismo" della "Romanza senza parole" di Gianluca Polastri, all'"underground" di Roberto Saglimbeni ("La fragranza del marsala nello zabaione"). Corredano il volume uno splendido intermezzo fotografico, curato da Dario Gazziero e Carlotta Muratore, con immagini dei più suggestivi caffé storici torinesi, e due appendici: la prima con alcune ricette (dal tipico piemontese al più genericamente "da caffé-pasticceria"), la seconda con un lungo elenco di caffé storici torinesi, piemontesi e italiani. Il volume si pone in sostanza come una delicata e piacevolissima celebrazione della città di Torino, della sua storia, delle sue abitudini, condotta non con l'occhio dello storico, che dei caffé avrebbe parlato, della loro architettura, degli aneddoti ad essi connessi, ma con quello dello scrittore, che invece ne esalta l'atmosfera attraverso un processo creativo che ad essi si rapporta. Nella grande riscoperta, culturale e turistica, di Torino che ha caratterizzato l'ultimo decennio il volume "Turin Tales" si inquadra perfettamente, e di tale riscoperta costituisce un prodotto decisamente piacevole ed apprezzabile. |
| Filippo Carlà |
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