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| RISCOPRIRE IL CINEMA PEPLUM |
28/03/2010 |
| A proposito di un libro recente |
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Oscar Lapenya Marchena, Guida al cinema peplum. Ercole, Ursus, Sansone e Maciste alla conquista di Atlantide, Profondo Rosso, Roma 2009, ISBN 978-88-95294-26-1, 393 pp., € 29,00 Gli studi di ricezione dell'antico si stanno ormai da alcuni anni concentrando sul cinema, su un'analisi approfondita dei film ambientati nell'antica Grecia o nell'antica Roma, sull'immagine dell'antichità che essi trasmettono (e dunque sull'idea dell'antico che si diffonde nella cosiddetta "cultura popolare") o anche sulle fonti usate da registi e sceneggiatori per ricostruire il passato. I film di ambientazione antica hanno avuto nella storia del cinema diversi momenti e diverse aree di successo. Il primo vero boom del genere si ebbe negli anni prima della I guerra mondiale in Italia, e più segnatamente a Torino, ove furono realizzati kolossal come Cabiria (G. Pastrone, 1914, testi di Gabriele D'Annunzio), La caduta di Troia (L. R. Borgnetto - G. Pastrone, 1911) ecc. L'America arrivò più tardi, nel secondo dopoguerra, o più segnatamente gli anni '50 e i primi anni '60 - l'epoca di Ben Hur, Quo vadis?, Cleopatra, La caduta dell'Impero romano. Quest'ultimo film, di Anthony Mann, con Sofia Loren, Stephen Boyd, Alec Guinness, uscito nel 1964 fu l'ultimo della serie. Ai limiti del flop, marcò l'abbandono sostanziale del genere fino alla sua recentissima ripresa (Gladiator, 300, Troy), caratterizzata però da ben altro stile e ben altre idee. Ma in quegli stessi anni '50 e '60 il mondo antico era di nuovo al centro anche della cinematografia italiana, e più nello specifico di un genere, il "peplum", che è da allora diventato sinonimo di scarsa qualità. Ed in effetti i ben 92 film girati tra il 1962 e il 1964 mostrano tutta la serialità di questo genere, che pure, in quegli anni, plasmò in modo sostanziale la visione dell'antico degli Italiani - e non solo. Il professore spagnolo Oscar Lapenya Marchena, grandissimo conoscitore del cinema e molto conosciuto per i suoi studi di ricezione, ha pubblicato nel 2009 una bella "Guida al cinema peplum" per Profondo Rosso Editore (Roma). Nel giro di circa 400 pagine il volume spiega le caratteristiche fondamentali del genere - ed anche i suoi difetti - l'idea sociale e l'immagine politica soggiacente, la sua "preistoria" negli anni '10 e durante il fascismo, la sua decadenza, la sua eredità (nello spaghetti-western, ad esempio, cui prestò innumerevoli registi e attori), le sue commistioni (ad esempio nei film antico-fantastici come Maciste contro i mostri, G. Malatesta, 1962). In sostanza, senza voler giungere ad una rivalutazione del genere, o a sostenere per amore di critica, come talora oggi si fa, che si trattasse di un prodotto di alta arte, Lapenya Marchena ci conduce alla (ri)scoperta di un mondo cinematografico oggi perduto, ma che ha contribuito in modo sostanziale all'educazione alla fantasia delle generazioni oggi "al timone", svelandone in modo impeccabile e divertente segreti, meccanismi, segreti. |
| Filippo Carlà |
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| Bibliografia |
| Hellas on Screen, I. Berti - M. Garcia Morcillo, Steiner, Stuttgart 2008 |
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| Hollywoods Traum von Rom, M. Junkelmann, Von Zaubern, Mainz 2004 |
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| The Ancient World in the Cinema, J. Solomon, Yale University Press 2001 |
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| Tutto quello che sappiamo su Roma lo abbiamo imparato a Hollywood, Ramosino - Cotta Ramosino - Dognini, Bruno Mondadori, Milano 2004 |
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